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"La
verità non ha ora, è di tutti i momenti, specialmente
dei momenti in cui ci sembra inopportuna."
SALUTE
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FIV
- IMMUNODEFICIENZA VIRALE FELINA (da non confondere
con la FIP)
Trattasi
di una malattia virale sostenuta da un Lentivirus che
colpisce tutti i felini, anche quelli selvatici.
Ha un'incubazione lunghissima, anche anni!
Può essere trasmessa principalmente con il morso,
ma anche con la saliva o per mezzo di ciotole infette.
Una
volta avvenuto il contatto con il virus, il gatto presenterà
febbre ed aumento dei linfonodi in una prima fase, quindi,
dopo un periodo molto lungo (anche anni), presenterà
segni riferibili a patologie conseguenti alla sindrome
d'immunodeficienza.
Si avranno quindi: letargia, depressione, perdita di peso,
anoressia, febbre, diarrea cronica, stomatiti, ecc.
Riguardo alla terapia, purtroppo, è anche in questo
caso attuabile solo una terapia sintomatica, come per
la FeLV e la FIP.
Possiamo però, attuare una prevenzione contro la
Sindrome da Immunodeficienza Felina, seguendo queste principali
regole:
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Evitare che i gatti escano.
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Testare tutti i gatti. |
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FeLV
- LEUCEMIA VIRALE FELINA
È
sostenuta da un retrovirus. La
caratteristica di questo virus è la presenza di
una proteina chiamata "p27"
la cui identificazione nel sangue è fondamentale
per la diagnosi. Trattasi di un virus sensibile ai comuni
disinfettanti, tuttavia si consiglia di attendere diverse
settimane prima di introdurre nuovi gatti in ambienti
infetti.
La malattia si diffonde per via orale, respiratoria ed
anche per via congenita (via verticale, dalla madre al
feto).
Il pericolo maggiore riguarda in ogni caso la diffusione
per opera dei gatti asintomatici, persistentemente viremici!
Il periodo d'incubazione dalla malattia è piuttosto
lungo _ da 3 ai 36 mesi.
Cosa
accade ai gatti che vengono a contatto con il virus della
FELV, attraverso la saliva, l'urina, le feci o altre secrezioni?
Si ha la penetrazione del virus a livello
di mucosa orale, oculare e nasale, poi si ha il passaggio
nei linfonodi della testa e del collo. A questo punto
si possono avere diverse evoluzioni:
_ Notevole reazione immunitaria e guarigione. L'immunità
attiva proteggerà il gatto da successive infezioni.
_
Infezione latente: il virus si localizza nel midollo osseo
senza replicarsi. Raramente queste infezioni si riattivano.
_ Infezione cronica con VIREMIA PERSISTENTE nella quale
il test risulta positivo per due volte a distanza di tre
mesi. In questo caso compare la sintomatologia nell'arco
di 3-36 mesi e morte entro tre anni. In questa forma il
virus si replica nel midollo osseo e per via ematica si
distribuisce nei vari organi.
Anche
per la Leucemia Virale Felina (FeLV) purtroppo la terapia
è solo sintomatica e temporanea al fine d'alleviare
la sofferenza all'animale.
Parlando di prevenzione abbiamo a disposizione il test
sierologico, questa volta sulla ricerca dell'antigene
(proteina "p27") e quindi la
vaccinazione, ormai disponibile anche in Italia.
Per questa vaccinazione, bisogna sentire il parere del
proprio veterinario, perché molti sono assolutamente
contrari, ritenendo che tale vaccinazione non è
ancora del tutto sicura per l'animale!
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Dopo di te, il veterinario è il
miglior amico dei tuoi "a... mici"!
Le piante posso essere velenose per i gatti!
Quali piante?
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FIP
- PERITONITE INFETTIVA FELINA
È,
senz'altro, la più grave delle malattie virali
che colpiscono il gatto, poiché ha esito spesso
mortale.
Purtroppo questa patologia è, oggi, abbastanza
diffusa.
La FIP è causata da un coronavirus
(RNA virus) che può colpire tutti i felini, compresi
quelli selvatici. La caratteristica di questo virus è,
fortunatamente, d'essere molto labile e quindi, facilmente
distrutto dai comuni disinfettanti (in particolare cloroderivati,
es. candeggina), sali quaternari d'ammonio..
La
trasmissione del virus avviene per via orale o respiratoria
e la malattia ha un tempo d'incubazione variabile
da uno
a quattro mesi.
Una volta entrato nell'organismo del gatto, il coronavirus
si replica a livello di tonsille o dell'epitelio intestinale,
si moltiplica nei tessuti linfatici (fegato, milza, linfonodi)
per poi diffondersi negli altri tessuti.
A questo punto segue una diversa evoluzione dovuta al
tipo di risposta immunitaria del soggetto che si traduce
in due possibilità:
_ efficace risposta immunitaria o bassa carica infettante,
il soggetto non si ammala (è stata segnalata
solo la presenza di un'enterite)
_
moderata o debole risposta immunitaria, il soggetto presenterà
la malattia rispettivamente nella forma essudativa (lenta)
ed in quella secca (rapida).
Rimane
tuttora controverso se i soggetti che non si ammalano
grazie all'efficace risposta immunitaria rimangano o no
"carriers", in pratica, in grado di contagiare
altri animali. |
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LA
PREVENZIONE
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in primo luogo, i gatti devono vivere in un ambiente pulito
e ventilato, in rispetto allo spazio vitale richiesto
da ogni singolo animale;
_ le lettiere devono essere sempre pulite e disinfettate,
ed in numero sufficiente per gli animali esistenti (una
lettiera per ogni due gatti).
Occorre prestare molta attenzione alle monte, che spesso
sono la causa della diffusione di FIP tra gli allevatori
(si consiglia di eseguire sempre il test sierologico prima
dell'accoppiamento).
Il tampone fecale può solo permetterci di riconoscere
la forma enterica, comunque molto frequente.
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Chiedete
sempre all'allevatore chi è il veterinario che segue
gli animali dell'allevamento. Sarà contento di darvi
questa informazione!
Il veterinario e l'allevatore devono lavorare in sinergia per
ottenere un buon risultato! Per l'allevatore serio, il veterinario
è il "medico di famiglia", la persona con la
quale consultarsi su qualsiasi argomento _ dal più banale
al più serio _ che riguarda la salute dei propri riprodutori
e/o cuccioli.
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HCM
- HYPERTROPHIC CARDIOMYOPATHY o CARDIOMIOPATIA IPERTROFICA
L'HCM
può essere genetica (ereditaria) o congenita, ovvero,
una malformazione imprevista. Questo significa che, da
due genitori HCM negativi può
nascere un cucciolo HCM positivo. Detto
questo, cerchiamo di conoscere meglio questa patologia
e di vedere cosa possiamo fare per erradicarla _ nella
sua forma genetica _ dagli allevamenti.
Il fatto che da due genitori HCM negativi possa nascere
un cucciolo HCM positivo non esime gli allevatori di sottomettere
i loro riproduttori all'esame ultrasonografico per stabilire
la loro negatività o positività a questa
patologia.
COS'È
L'HCM
La cardiomiopatia ipertrofica è una malattia del
muscolo cardiaco: le pareti muscolari del ventricolo sinistro
sono ispessite anormalmente (ipertrofia).
Le pareti ventricolari sinistre possono soffrire un'ipertrofia
secondaria (come risultato di altre malattie: per esempio,
ipertensione sistematica), o l'ipertrofia può essere
una malattia primaria in sé, appunto l'HCM.
L'HCM è diagnosticata quando l'ispessimento
delle pareti ventricolari sinistre non è causato
da un'altra malattia.
Quando il ventricolo sinistro non può riempirsi
di volume normale di sangue, ne consegue che una minore
quantità di sangue è pompata verso tutto
il corpo, ad ogni battito cardiaco. Se la fornitura di
sangue ad altri organi vitali è inadeguata, la
frequenza cardiaca può aumentare mentre il corpo
tenta di compensare. Se il flusso di sangue ai reni non
è sufficiente, col tempo, questi ultimi rilasciano
un ormone che stimola l'aumento del volume di sangue pompato,
il che, a sua volta, può aumentare la pressione
sul ventricolo sinistro, provocando la congestione dell'organo
e il suo fallimento.
Le cause dell'HCM sono tuttora sconosciute,
ma si pensa ad una mutazione di un gene. Il fatto che
basti uno dei genitori essere HCM positivo
perché un cucciolo abbia 50% di propabilità
di esserlo, indica fortemente, una base genetica della
patologia.
L'HCM
non è attribuibile a nessuna causa virale o dietetica.
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PKD
- POLYCYSTIC KIDNEY DISEASE o SINDROME DEL RENE
POLICISTICO
La Sindrome
del Rene Policistico una malattia ereditaria
che colpisce i reni e che è stata
individuata nei gatti di razza Persiana ed Esotica.
La PKD felina è stata riportata
raramente nei testi dal 1967, ma uno studio vero
e proprio è iniziato solo nel 1990. Nel 1990 è stata
esaminata una femmina di razza Persiana, che mostrava
sintomi di blocco renale, presso l'ospedale dell'Università statale
dell'Ohio, USA. I cuccioli di questa femmina furono
usati per dar vita ad una colonia sulla quale iniziare
una ricerca più approfondita su questa malattia.
COME
VIENE DIAGNOSTICATA LA PKD?
La PKD è più facilmente
diagnosticata per mezzo di ultrasuoni (ecografia) che
possono identificare la malattia già ad uno
stadio iniziale del suo corso. Si dovrà rasare
la parte medio-ventrale, addominale dell'animale dove
verrà applicato l'ecografo che servirà per
scoprire l'eventuale presenza di cisti. Il processo
richiede soltanto pochi minuti. È estremamente
importante che questo esame venga effettuato da personale
esperto e che vengano utilizzati macchinari appropriati.
In questo modo, la diagnosi su un animale che abbia
circa 10 mesi di età, grazie all'ecografia,
risulta essere accurata al 98%. La frequenza
dell'ecografo deve essere 7,5 MHz - 10 MHz. Più alta è la
frequenza, migliori sono i dettagli che si possono
rilevare.
QUALI
CONSEGUENZE PROVOCA QUESTA MALATTIA NEI GATTI?
La PKD è una
malattia che si sviluppa lentamente e progressivamente.
Clinicamente si manifesta piuttosto tardi mostrando
un ingrossamento dei reni e disfunzione renale in media
all'età di 7 anni. La malattia è ereditaria
e le cisti sono presenti dalla nascita. La grandezza
delle cisti può variare da meno di 1 millimetro
fino a parecchi centimetri. Gli animali più anziani
mostrano cisti più numerose e più grandi.
I problemi si presentano quando le cisti iniziano ad
ingrossarsi e ad aumentare il volume dei reni, riducendone
il regolare funzionamento. Alla fine si verifica un
blocco renale.
Alcuni segni clinici possono essere la depressione, mancanza di appetito,
sete eccessiva, eccessiva minzione e perdita di peso. C'è una
certa variabilità nella rapidità con cui alcuni gatti
muoiono. Poiché i sintomi della PKD possono
manifestarsi molto in là con il tempo, esiste la possibilità che
il gatto possa morire per altri motivi e quindi prima di un blocco
renale.
Ogni allevatore _ di tutte le razze di gatti _ può contribuire
all'erradicazione di questa malattia, sottoponendo all'analisi i loro
riproduttori, con l'ecografia, e decidendo di allevare usando solo gatti
che siano PKD-negativi.
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GSD-IV
- GLICOGENOSI DEL TIPO IV
La
Glicogenosi del tipo IV o glycogen storage disease
type IV (GSD IV) è una malattia ereditaria del metabolismo
del glucosio. La malattia è causata dalla mancanza
dell'enzima ramificante, chiamata GBE (Glycogen
Branching Enzyme). Questa disfunzione causa l'accumulo di glicogeno
non ramificato nel organismo dei Gatti Norvegesi delle
Foreste affetti.
Nella
forma più corrente, i gattini muoiono alla
nascita o poco dopo perché sono incapaci di produrre
abbastanza glucosio necessario alla nascita ed alle prime
ore di vita. Più raramente, i gattini possono vivere
normalmente fino a 5 mesi, però, la malattia
conduce velocemente ad un'atrofia muscolare, una debolezza
cardiaca
e neuromuscolare, ed alla morte del gatto entro I suoi
primi 15 mesi di vita.
La
Glicogenosi del tipo IV è una malattia monogenica,
dei Gatti Norvegesi delle Foreste, trasmessa secondo
un meccanismo autosomico recessivo.
L'analisi
GSD IV si basa sulla detezione di una mutazione del
gene GBE1. Il Dr. John Fyfe dell'Università di
Michigan (Stati Uniti) ha identificato il gene e le
mutazioni impiegate in questa malattia (Fyfe et al.
2007). In collaborazione
con il Dr John Fyfe, il Laboratorio ANTAGENE (Francia)
ha sviluppato il test genetico e l'ha convalidato su
Norvegesi delle Foreste portatori ed affetti di Glicogenosi
del tipo
IV.
Il
test del DNA è affidabile, facile da realizzare
(grazie ad unsemplice striscio via orale), realizzabile
da quando l'animale è identificato (chip o tatuaggio)
ed effettuato solo una volta nella vita del gatto.
La
frequenza di portatori di questa malattia negli Stati
Uniti è di circa il 15%. Attualmente, il Laboratorio
ANTAGENE calcola la frequenza degli eterozigoti (portatori
sani) al 10,8% della popolazione europea (settembre 2007).
DATI ANTAGENE |
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Gli
allevatori devono prendere atto che è la forsennata
"produzione di cuccioli" che provoca
un impoverimento di quello che viene chiamato "gene pool",
che si potrebbe tradurre come "patrimonio genetico",
dando origine a molte di queste malattie!
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(*) Purtroppo, per la FIP,
la diagnosi certa si ha solo con l'esame istologico dei
tessuti degli organi coinvolti nell'infezione, prelevati
nel corso dell'autopsia! |
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